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	<title>gDEV &#187; protezione</title>
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	<description>Le tue idee in movimento...</description>
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		<title>Protezione alimentatori contro i corto circuiti.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 09:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>f.mira</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Schemi e Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[alimentatore]]></category>
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		<category><![CDATA[ua723]]></category>

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		<description><![CDATA[Protezione contro i corto circuiti. Il circuito anche se molto semplice, protegge efficacemente gli alimentatori che impiegano il UA723, dai corto circuiti accidentali, fino al punto che la scintilla che dovrebbe derivarne con relativo botto sono quasi del tutto annullati.



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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">PROTEZIONE  CONTRO  I  CORTO CIRCUITI</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">INTRODUZIONE</span><br />
Salve , desidero proporre a tutti i lettori un semplice circuito , grazie al quale è possibile attuare una protezione contro i corto circuiti che accidentalmente si possono verificare soprattutto durante le prove di laboratorio . La finalità consiste nel salvaguardare il/i transistor di potenza dei nostri alimentatori . Il dispositivo in oggetto nasce per essere abbinato al tanto diffuso e versatile regolatore di tensione UA723 , prodotto dalla “Texas Instruments” in uso nel mio alimentatore . Siccome prodotto anche da altre case costruttrici , può capitarci di incontrarlo anche come LM723 (National Semiconduttor) ; MC1723 (Motorola) ; L123 (SGS) e così via .<span id="more-327"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La struttura interna si può vedere illustrata in <span style="color: #ff0000;"><a href="http://digilander.libero.it/francodpx/filefoto/723.gif" rel="lightbox[327]" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">FIG.1</span></a></span> , dove la numerazione dei terminali si riferisce al contenitore DIP a 14 pins . L’utilizzo di tale integrato prevede varie configurazioni circuitali , per approfondire le quali è consigliabile consultare il data-sheet scaricabile dai vari siti . Ed è appunto consultando il data-sheet dell’integrato che mi è venuta l’idea di realizzare un circuito di protezione contro i corto circuiti , sfruttando  il pin 13 di tale integrato che all’occorrenza ne inibisce il funzionamento . Inoltre , credo che con qualche piccola variante la stessa protezione si possa adattare anche ad altri tipi di regolatori .</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">FUNZIONAMENTO</span><br />
Per quanto riguarda la descrizione del principio di funzionamento dovremo riferirci alla fig.2 , dove è visibile lo schema elettrico dell’alimentatore ed evidenziato in grigio anche il circuito di protezione . Per il corretto funzionamento del sistema , occorre un’alimentazione indipendente che preleviamo dal pin 6 del UA723 dove è presente una tensione stabilizzata di 7,15 volt , che il 78L05 provvederà a portare a 5 volt . In condizioni normali di funzionamento , ai capi del diodo D1 si stabilirà una tensione pari a 0,6 volt circa , sufficiente a portare alla saturazione il transistor T1 ; per cui al suo collettore troveremo una VCE prossima allo zero . Siccome questa tensione è anche la VBE del transistor T2 , quest’ultimo sarà interdetto , ovvero , essendo la sua giunzione C-E aperta , la R2 sarà come se non ci fosse ; e l’alimentatore continuerà a funzionare regolarmente .  <a href="http://digilander.libero.it/francodpx/filefoto/Aliment1.gif" rel="lightbox[327]" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">(VEDI SCHEMA ELETTRICO)</span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quando invece , per cause impreviste si viene a creare un corto circuito , la corrente erogata dall’alimentatore diviene pari alla massima consentita dal limitatore interno al UA723 (pin 2 e 3) . Nello stesso istante , anche la resistenza R1 si troverà collegata non più al positivo d’uscita dell’alimentatore , bensì a massa . Ciò sarà sufficiente a far abbassare di quanto basta la VBE di T1 che si porterà immediatamente all’interdizione , ovvero la sua giunzione C-E si aprirà , consentendo la creazione di una VBE alla base di T2 che si porterà alla saturazione ,  ovvero la giunzione  C-E di T2 si chiuderà . In queste condizioni la R2 si troverà collegata direttamente a massa che essendo con l’altro terminale collegata al pin 13 del UA723 ne inibirà il funzionamento , facendo cadere immediatamente a zero la tensione d’uscita dell’alimentatore e conseguentemente anche la corrente . Tutto quello che ho fin qui descritto , accadrà in pochi microsecondi , salvaguardando in tal modo la vita dei transistor di potenza dell’alimentatore .</p>
<p style="text-align: justify;">Per ripristinarne il corretto funzionamento , occorrerà prima ricercare ed eliminare le cause che hanno provocato il corto circuito , e per finire spegnere brevemente e poi riaccendere l’alimentatore che tornerà a funzionare regolarmente come prima .</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">MONTAGGIO .</span></p>
<p style="text-align: justify;">Per il montaggio del circuito , visto anche l’esiguo numero dei componenti , ho preferito usare una basetta millefori dalle dimensioni tali da poter  essere ospitata all’interno dell’alimentatore ; vedi Fig. 3 .</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="&quot;lightbox&quot;" href="http://www.gdevnet.it/wp-content/uploads/2009/01/protez.jpg" rel="lightbox[327]"><img class="aligncenter size-medium wp-image-377" style="border: 1px solid black;" title="protez" src="http://www.gdevnet.it/wp-content/uploads/2009/01/protez-300x208.jpg" alt="protez" width="300" height="208" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per il suo collegamento occorrono soltanto quattro fili , due da collegare all’uscita dell’alimentatore stesso , ovvero uno al negativo e l’altro al positivo e gli altri due rispettivamente al pin 6 e 13 del UA723 .</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">COLLAUDO </span><br />
Per il collaudo sarà sufficiente uno spezzone di filo di rame , col quale provocheremo volontariamente un corto circuito  collegandolo brevemente tra il positivo ed il negativo d’uscita del nostro alimentatore ; a questo punto se avremo eseguito tutto correttamente , la scintilla che dovrebbe derivarne con relativo botto saranno quasi del tutto annullati , ovviamente anche la tensione e la corrente d’uscita si porteranno istantaneamente a zero . Per ripristinarne il corretto funzionamento , fare riferimento a quanto descritto precedentemente .</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di essere stato sufficientemente chiaro ed auguro a tutti buon lavoro e buon divertimento . Se lo riterrete opportuno contattatemi pure via e-mail.</p>
<p style="text-align: right;">IT9DPX &#8211; #135  (Francesco M.)</p>


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