Facebook: come spiare e controllare una società, sempre a danno del cittadino ignaro

Posted in: Social Network |

Ora che sei giunto qui attraverso la tua ricerca su google (spiare su facebook), devi sapere altre cose:

Privacy-Facebook-Seegugio-Photo-Stalker

Ultimamente si fa un gran parlare di questo social network. Sono ormai centinaia i post dedicati a facebook. Anche su gDEV intende parlarne, cercando però di farlo analizzandone i veri scopi. Proprio perchè se ne fa un gran parlare la cosa ci è sembrata fin da sùbito sospetta. Siamo ormai consapevoli del fatto che quando un argomento viene trattato anche dalla televisione (non importa in che termini), allora siamo di fronte a un vero mega-spot. Ci siamo chiesti: perché in tv fanno pubblicità a facebook? Partendo da qui, la risposta non può che essere perchè qualcuno ha necessità di far iscrivere quanta più gente possibile. E a che scopo?

Facebook ha la caratteristica di raccogliere utenti che vengono invitati a dichiarare i proprii dati personali. Nella maggior parte dei casi, l’ingenuo utente, oltre a dichiarare il proprio nome e cognome, inserisce altre informazioni come la propria città, la propria mail, lo stato civile, l’orientamento religioso, ecc. In questo modo egli entra a far parte di una enorme banca dati che, al contrario di quanto fa un’anagrafe comunale, raccoglie anche le cose più private e intime, fino a schedare i tuoi gusti in fatto di musica, politica, tendenze sessuali, vizi… e questo, anche con l’ausilio dei vari ‘gruppi’ a cui ci si può iscrivere, apparentemente divertenti o interessanti. Ci sono gruppi di neonazisti, altri anarchici o di estrema sinistra, di simpatizzanti di ogni genere e categoria.

Le due domande chiave sono: chi c’è dietro il banco di controllo di facebook? E che intenzioni ha?

Molti sbagliano a pensare che facebook sia come una piazza, dove si spettegola, si ride, si litiga , all’ombra di qualche monumento o fontana. No. In una piazza reale non c’è nessuno che, in maniera occulta, gestisce le informazioni personali per un uso commerciale. Sì perché lo scopo di facebook è anche quello di fornire ‘ad altri’ (servizi segreti “CIA”ecc…) notizie e informazioni riservate per conoscere chi è quell’utente, come vive, come si muove, cosa legge, come mangia, di che umore è prevalentemente o in quel preciso momento (!!!).

Un altro scopo è quello di saggiare e misurare il clima sociale, registrarne le variazioni e le tendenze. Se i fan di Che Guevara superano quelli di Benito (o viceversa) è un dato che ha la sua importanza, soprattutto quando il numero di iscritti è notevole. Questi sono tutti dati che interessano alla politica. Qualsiasi società che si occupa di indagini di mercato pagherebbe oro per avere queste informazioni. Con facebook sono accontentate, sia la politica, sia le società di statistica. Aggratis!

E’ la gestione di facebook, qui, ad essere sotto esame, non lo strumento in sè. Sì, perché il fatto di essere aggregati, uniti, compatti, in linea di principio sarebbe un’azione auspicabile e nobile sotto molti aspetti, perché possedere un unico canale faciliterebbe di molto anche noi bloggers, con le nostre difficoltà di trovare e di aggregare duecento altri ‘colleghi’ con la stessa ideologia e di fare davvero rete per un’azione comune. Invece, su facebook, tutti gli iscritti di un gruppo possono persino essere contattati tutti allo stesso momento, con una sola mail da parte dell’amministratore del gruppo (colui che ha creato quel gruppo). Insomma, l’unione di ideali fa la forza, soltanto che in facebook questa forza è passiva, è controllata e serve ai progetti occulti di ignote figure che stanno dietro le quinte.

Anche i politici hanno creato i loro gruppi su facebook, ma anche questo fatto genera molti sospetti: davvero ai politici interessa interagire con la gente? Ne siamo davvero così convinti? Se sì, ci domandiamo come mai hanno aspettato proprio facebook, prima dov’erano? In realtà, l’inclusione dei politici serve a misurare non soltanto la loro popolarità in maniera concreta e istantanea (senza spendere una lira in indagini statistiche), ma soprattutto a tenere sotto controllo i flussi e i riflussi delle ideologie che si muovono nel nostro Paese.

Allora vorremmo lanciare da qui un invito al signor Mark Zuckerberg, ideatore di facebook e pare-adepto dei servizi segreti, e dirgli di rendere pubblici tutti i dati in suo possesso e CHE CI RIGUARDANO. Utilizzare informazioni personali, estorte subdolamente, a scopi commerciali e politici è reato, tantopiù che che questi scopi non sono palesi e dichiarati in alcun luogo di facebook.

Un consiglio a tutti gli iscritti: fate impazzire i gestori di facebook, fate sballare tutti i dati, se vi siete iscritti a gruppi di sinistra iscrivetevi a gruppi di destra e viceversa, fatevi altre iscrizioni sempre con il vostro nome, ma dichiarate età diverse, città diverse, ecc. Mandate in palla il sistema!

Riassumendo quanto detto sopra tramite questo video ideato da ICTV (I 5 motivazioni per non iscriversi a Facebook).

  1. Calo della produttività al lavoro (le aziende sono furibonde);
  2. Rischio di complotti (Cia motore immobile? Si vocifera…);
  3. Occhio indiscreto del marketing (gusti, passioni, preferenze… si stanano tutte le informazioni);
  4. Morte della privacy (altro che avatar, il profilo non tralascia niente!) e infine…
  5. Dipendenza.

Ebbene sì. Ecco i 5 motivi per non entrare nel fantastico mondo di Facebook. Quello che spesso si è sentito dire, per la prima volta è teoria. Nel video dei Tech5 di ICTv, condotto dalla bella avvocatessa Carla De Gerolamo che, in un mix di serio e faceto, lancia la sua frecciata al social network…

(Articolo visitato: 7.781)

1 Risposta to “Facebook: come spiare e controllare una società, sempre a danno del cittadino ignaro”

  1. marco Says:

    spiare un cellulare con mobile spy: http://www.spiarecellulare.com/

Lascia un Commento!